ORVIETO

Centro antico alle porte dell’Umbria riesce a far innamorare chi lo visita prima ancora che vi si arrivi grazie alla sua panoramica vista da lontano.
Arroccato su un altopiano di tufo circondato da grandi calanchi e coronata dalla maestosissima cattedrale, Orvieto ha molto in comune con Pitigliano anche al semplice colpo d’occhio.

Con la vicina Civita di Bagnoregio e le città del tufo toscane (Pitigliano, Sorano, Sovana) Orvieto costituisce un trittico turistico legato proprio al tufo e molti visitatori che arrivano in questa parte d’Italia percorrono questo itinerario che si snoda tra questi tre luoghi.
La cittadina è sicuramente famosa per il suo Duomo, considerato tra i più belli d’Italia, per il suo centro storico e per le bellezze storico artistiche che vi si trovano. La sua posizione e gli ottimi collegamenti (importante stazione ferroviaria e autostrada A1) la innalzano a importante centro turistico dell’Italia centrale.


Cosa vedere a Orvieto


Il Duomo è l’attrazione più famosa, una cattedrale romanico-gotica considerata dai critici d’arte tra le più belle d’Italia. La costruzione della cattedrale, grande ed imponente, ha visto impiegare circa 300 anni di lavori. Fu commissionata in seguito al miracolo del Corpus Domini avvenuto nella vicina Bolsena. La chiesa annovera diverse attrattive artistiche come la Cappella Nuova, con il ciclo di affreschi del Giudizio universale di Luca Signorelli, la facciata con le incisioni delle scene del Nuovo e Vecchio Testamento, le porte di bronzo di Emilio Greco, il rosone del XIV sec. dell’Orcagna ed i muri esterni caratterizzati da bade orizzontali di travertino bianco e basalto grigio-azzurro.

Tra le altre attrazioni di Orvieto vi sono numerose chiesette medievali come quella di San Lorenzo in Arari e San Giovenale.

Tra i musei ricordiamo quello dell’Opera del Duomo in cui è mostrata una collezione di tesori donati nel tempo al Duomo tra cui dei dipinti di Lorenzo Maitani e le sculture di Andrea Pisano, il Museo Archeologico Faina, il Museo Civico con resti etruschi e antichi manufatti greci e il Museo d’Arte Moderna Emilio Greco, in onore dello omonimo scultore siciliano che realizzò le porte bronzee della Cattedrale.

Altra meta importante è il Pozzo di San Patrizio, progettato da Antonio da Sangallo per volere di papa Clemente VII all’inizio del XVI Sec. Il suo scopo era l’approvigionamento idrico per l’intera città in caso di attacchi esterni. Il pozzo, particolare per le sue due scalinate disposte ad elica con ben 248 scalini ciascuna è una meta famosa per la tradizione che ne aleggia intorno: un lancio della monetina per esprimere un desiderio.

Fuori dalla città si trova anche la Necropoli del Crocefisso di Tufo.

Storia di Orvieto

L’origine di Orvieto e della zona circostante sono molto antiche quando in quest’area dell’Italia centrale vi erano ancora acque e terre emerse. I sistemi vulcanici che si svilupparono da queste terre emerse e la loro azione eruttiva generarono sparsi ed enormi ammassi di roccia, uno di esse è la rupe su cui oggi si trova Orvieto.
Tremila anni di storia e diverse epoche. Da prima gli etruschi che portarono questa zona a vivere un periodo di grande splendore (la città si chiamava Velzna) con tracce ancora visibili.

Orvieto rimase terra etrusca fino all’invasione romanica ove perse molto del suo prestigio.

I Romani, vista la difficoltà avuta nella conquista di Velzna, vollero distruggere ed isolare la città trasferendone la popolazione. La rupe fu abbandonata mentre, i territori intorno, invece, beneficiando della presenza di fiumi allora navigabili, come il Paglia ed il Tevere, mantennero un ruolo più attivo e centrale legato a Roma. Con le invasioni il territorio fu abbandonato fino all’alto medioevo fino a che la città, grazie alla crescente presenza del Papa, cominciò a riprendere vita e ad assumere importanza.
Nel periodo medievale Orvieto visse nuovamente un periodo di grande benessere e potere arrivando ad assoggettare i territori circostanti fino alle coste del mar Tirreno.

l periodo di benessere e prosperità di Orvieto durò fino al 1348 anno in cui un’epidemia di peste e le mai sopite lotte politiche interne (prima tra le potenti famiglie dei Monaldeschi e Filippeschi, poi tra i vari rami della vincente famiglia Monaldeschi), posero fine all’esperienza di Orvieto come Comune Libero e Città-Stato.