Periodo Etrusco Pitigliano

Le origini di Pitigliano sono antichissime, come testimoniano i ritrovamenti archeologici dell’area più antica del borgo toscano. Pitigliano, come la maggior parte del territorio della valle del fiume Fiora, ospitò insediamenti preistorici e protostorici legati principalmente all’attività di estrazione e lavorazione dei metalli ed alla sicurezza difensiva garantita dalle rupi tufacee.

Particolarmente interessante il ritrovamento, negli anni ’80 del secolo scorso, di una necropoli risalente alla Cività di  Rinaldone – fenomeno culturale funerario diffuso in Toscana, nel Lazio centro-settentrionale e nelle Marche. Collocato nel periodo dell’Eneolitico, tra la metà del IV millennio e la prima parte del III millennio a.C., ha tra le sue peculiarità la tecnica di sepoltura con tombe a forno o a grotticella -, rinvenuta nel sito archeologico di Poggialti-Vallelunga.

Un’altra area archeologica, a nord dell’abitato di Pitigliano, ospita i resti di un antico abitato che abbraccia un arco temporale che va dal Bronzo Medio – XVII secolo a.C. – al Bronzo Finale – X secolo a.C.-

La ricchezza di antichi insediamenti e necropoli ci fanno capire come Pitigliano fosse, a tutti gli effetti, uno dei principali centri durante il periodo villanoviano della Valle del Fiora, tra il XII e il X secolo a.C. Successivamente l’area di Pitigliano venne pian piano abbandonata in favore della città costiera di Vulci.

A partire dall’VIII secolo a.C. comunque, la Valle del Fiora ebbe una forte rinascita, è in questo periodo infatti che nacquero alcuni dei più importanti centri etruschi, in particolare quelli di Pitigliano, Sovana, Poggio Buco e Castro, grazie in particolar modo alle popolazioni provenienti dalla stessa Vulci e dalla vicina area Tiberina. In seguito all’abbandono dell’abitato di Poggio Buco, Pitigliano divenne la principale città etrusca della Valle del Fiora, grazie in particolar modo alla sua posizione strategica – nasce infatti su una imponente roccia tufacea –  ed alla costruzione, nel VI secolo a.C. della cinta muraria, che circondava l’abitato compreso tra la Porta di Sovana – conosciuta anche come Porta di Sotto – e uno dei quartieri più antichi di Pitigliano, quello della Fratta.

Necropoli e Vie Cave

Le Necropoli e le Vie Cave che circondano l’abitato di Pitigliano sono oggi la testimonianza più preziosa del passato etrusco di questo territorio.

Le Vie Cave sono uniche e peculiari della cultura Etrusca, non esistono infatti elementi simili in altre culture. Sul loro utilizzo vi sono molteplici ipotesi, ma le più accreditate ritengono che fossero utilizzate come via di comunicazione e commercio, ma anche di rifugio in caso di attacco nemico.

La particolarità delle Vie Cave sta nella loro realizzazione, sono infatti completamente scavate nel tufo, profondi canyon con pareti rocciose che sfiorano anche i 20 mt, completamente immersi nella fitta vegetazione. Tutto intorno a Pitigliano sorgono tantissime Vie Cave, a simboleggiare il grande sviluppo economico e sociale della civiltà etrusca sul territorio. Le principali Vie Cave di Pitigliano sono quelle dei Fratenuti, di San Giuseppe, dell’Annunziata, del Gradone e della Madonna delle Grazie.

Le Necropoli, sono le antiche città dei morti etrusche, qui si trovano le tombe della civiltà etrusca, la principale è la necropoli di Poggio Buco con varie tipologie di tombe, particolarmente interessante inoltre Museo Archeologico all’Aperto, dove è possibile visitare alcune antiche tombe etrusche e ricostruzioni di antiche abitazioni.

Gli Etruschi

Antico popolo italico, gli Etruschi vissero in Toscana, in Umbria e nella parte settentrionale del Lazio, nel territorio che proprio da loro prese il nome di Etruria.

La civiltà etrusca ebbe il suo periodo di maggiore espansione tra l’VIII secolo a.C. ed il 396 a.C. – anno della conquista di Veio da parte dei Romani -.

Gli Etruschi – chiamati anche Tusci – sono stati la più importante civiltà in Italia prima della nascita dell’Impero Romano, arrivando a popolare, oltre al territorio dell’Etruria, anche il nord fino l’odierno veneto, ed il, sud fino alla Campania.

Le origini degli Etruschi sono ancora oggi oggetti di studio, esistono però tre correnti di pensiero :

  • secondo la teoria di Erodoto, gli Etruschi avrebbero origini orientali
  • Dionigi di Alicarnasso sosteneva invece che gli Etruschi fossero un popolo autoctono italico
  • un’ultima teoria, quella più condivisa, è che derivi dalla civiltà Villanoviana.

La discendenza degli Etruschi dalla civiltà Villanoviana ha basi solide, la civiltà villanoviana si diffuse infatti a cavallo tra il IX e l’VIII secoloa.C. Le due civiltà sono infatti accomunate da molti elementi, lo stesso territorio di sviluppo. le medesime modalità di sepoltura e i resti provenienti dalle necropoli e dalle tombe, fortemente influenzati dalla cultura celtica.

Tra il VII e il VI secolo a.C. gli Etruschi imposero la loro egemonia sul Mar Tirreno e si espansero sul territorio italiano fino a insediarsi in Campania e nel sud del Veneto, fondando alcune importanti città stato.

Proprio sulle Città-Stato gli Etruschi fondarono il loro impero, le più importanti erano quelle di Caere, Tarquinia, Vulci, Roselle, Vetulonia, Veio, Volsinii, Chiusi, Perugia, Cortona, Arezzo e Volterra, che formavano la Dodecapoli Etrusca.

A partire dal 510 a.C. inizia il periodo di declino della Civiltà Etrusca, la città di Roma, sino a quel momento guidata da re di stirpe etrusca – i Tarquini – diede inizio ad una forte politica di espansione in Etruria. Nel 505 a.C. gli Etruschi persero le città di Capua e Pompei a causa degli Osci, mentre nel 474 a.C. i greci sconfissero la flotta etrusca, indebolendo irreparabilmente l’economica degli Etruschi. Nel 396 a.C. Roma conquistò la città di Veio, tra il 356 e il 311 le città di Tarquinia e Cerveteri e nel III secolo le città di Arezzo e Perugia.

Privata della sua egemonia politica ed economica, la civiltà Etrusca venne lentamente assimilata da quella romana, fino a scomparire.

ETRUSCHI, CULTURA E RELIGIONE

Gli Etruschi fondarono il loro impero sulla crescita delle Città-Stato. Ogni città aveva un proprio re etrusco, che veniva appoggiato dall’aristocrazia e dai proprietari terrieri.

Le famiglie benestanti amavano mostrare le loro ricchezze, con abiti ed acconciature adornati di pietre preziose e gioielli. Da notare il ruolo della donna nella società etrusca, le donne infatti prendevano parte attivamente alla vita politica, erano istruite, mantenevano il cognome anche dopo sposate e potevano possedere attività economiche, caratteristiche che, per l’epoca, denotavano una grande modernità se paragonate ad esempio alla cultura greca.

Gli Etruschi erano politeisti e pensavano di poter prevedere il futuro attraverso l’interpretazione dei segni, solo alcuni potevano interpretare il destino, i sacerdoti interpretavano il volo degli uccelli, gli auruspici avevano il compito di evincere la volontà degli Dei dalle viscere degli animali e i fulguratores interrogavano i fulmini per capire il volere degli Dei. nel loro politeismo, gli Etruschi furono fortemente influenzati dalla cultura greca, alcuni dei greci si ritrovano anche nella mitologia etrusca, Menerva era la dea greca Atena e Tinia era il Zeus.