MONTE AMIATA

Cima più alta della regione Toscana (1738 metri) si divide tra le province di Grosseto e Siena. Un territorio molto vasto composto da borghi meravigliosi e dominato dalla natura che in quest’area è rimasta quasi incontaminata., oltre a rappresentare per tanti appassionati la meta ideale sia in estate (sentieri, natura, paesaggi) che in inverno (otto impianti sciistici).

 

Cosa vedere sul Monte Amiata
Una delle attrazioni principali del Monte Amiata è sicuramente il comprensorio sciistico, situato tra i comuni di Abbadia San Salvatore (provincia di Siena) e Castel del Piano. Dodici piste con innevamento programmato nei punti cardine della montagna: la Vetta, il Prato delle Macinaie, il Prato della Contessa, il Rifugio Cantore e il Pian della Marsiliana. Le piste e gli impianti arrivano sino alla vetta da cui si gode un panorama mozzafiato sulle colline senesi e la Maremma. Sull’Amiata si può praticare anche sci nordico con 4 anelli per 10,5 km, di cui 5,5 km costantemente battuti.
Altro elemento di attrazione è la natura. Sull’Amiata vi sono due grandi riserve naturali, quella del Monte Labbro e quella del Parco Faunistico del Monte Amiata, aree protette, ricche dal punto di vista floristico e faunistico. Tra i sentieri di questi parchi è possibile incontrare tantissimi animali in uno stato di totale libertà.

Il Monte Amiata è famoso anche per i suoi borghi. Tra i più belli e conosciuti ricordiamo Santa Fiora, inserito dal Touring Club tra i borghi più belli d’Italia, Arcidosso, uno dei paesi più importanti della montagna, Castel del Piano e Semproniano.
In tutti questi paesi e negli altri territori amiatini è possibile godere dell’ottima cucina toscana e dei prodotti tipici della zona. Le castagne amiatine e il fungo porcino (valorizzati anche da eventi ad hoc in vari paesi), il tartufo a Castell’Azzara e l’olio della Dop Seggiano sono solo alcune delle delizie che si possono apprezzare nei piatti amiatini. Per quanto riguarda il vino la DOCG Montecucco.
Tra storia e curiosità, una particolarità del Monte Amiata è il centro di Dzogchen a Merigar, frazione del comune di Arcidosso. Si tratta di un monastero fondato dal maestro tibetano Chögyal Namkhai Norbu che ogni giorno ospita tantissime pratiche quali la meditazione, lo yoga o lezioni di filosofia. Queste pratiche sono aperte a tutti in quella che viene definita “La residenza della montagna di fuoco” e per parteciparvi è sufficiente prenotare.


Storia del Monte Amiata
Il Monte Amiata, antichissimo vulcano, era probabilmente un’isola circondata dall’attuale Mar Tirreno che iniziò poi a ritirarsi all’inizio dell’era quaternaria.
A partire dal VI sec. a.C. l’area fu frequentata sicuramente da cacciatori etruschi che fondarono alcuni insediamenti. Numerosi ritrovamenti archeologici, fanno pensare all’Amiata come ad una montagna sacra. In seguito furono i Romani a stabilircisi sfruttandone specialmente le acque termali. 

Tutti i popoli che si sono susseguiti ne corso della storia hanno sempre sfruttato i minerali presenti grazie dall’origine vulcanica della montagna. Sul finire del 1800 ad Abbadia San Salvatore, vi era una delle più importanti miniere di mercurio al mondo. L’attività di estrazione e trasformazione del cinabro (da cui si ricava il mercurio), contribuì enormemente allo sviluppo industriale ed economico di tutto il territorio amiatino. La miniera fu chiusa intorno alla metà degli anni settanta. Del passato minerario dell’Amiata, rimangono oggi due musei, ad Abbadia e a Santa Fiora.

La storia del Monte Amiata e dei suoi paesi è molto affasciante e diversificata, a metà con legenda.
Una bella storia da raccontare è sicuramente quella legata a Davide Lazzaretti. Nato a metà 800 fondò una comunità giurisdavidica, una comunità religiosa a base solidaristica. Perseguitato dalla Chiesa fu infine giustiziato. Il monte dove fondò la sua comunità è il Monte Labbro (o Labro, punta di Davide), alto 1193 metri si trova sul versante sud-occidentale del cono vulcanico amiatino. Alcuni edifici d’importanza storico-culturale risalenti a questo movimento si possono ancora vedere sulla sommità del monte, raggiungibili a piedi con una piacevole passeggiata.