Il ghetto ebraico di Pitigliano

Nel cuore del centro storico di Pitigliano, all’inizio di via Marghera, proprio sotto la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, si trova il Ghetto, l’antico quartiere ebraico.

Edificato a partire dalla seconda metà del XVI secolo, dopo l’arrivo della comunità ebraica a Pitigliano, il Ghetto era il fulcro della vita della comunità ebraica nel paesino toscano.

Nei decenni successivi all’arrivo della comunità ebraica a Pitigliano, alla fine del 1500, vennero edificati la Sinagoga, i locali del bagno rituale, il forno delle azzime, la macelleria kasher e la cantina.

Fuori dal centro storico invece, appena usciti dal borgo di Pitigliano, si trova il Cimitero Ebraico.

Il Ghetto Ebraico

Il ghetto identifica il quartiere ebraico, il luogo in cui erano confinati nelle città gli abitanti di religione ebraica, in seguito all’emanazione di leggi e decreti restrittivi. Il primo ghetto italiano nasce a Venezia, originariamente si trattava del quartiere in cui si trovavano le fonderie di rame, nel 1516 il governo della Serenissima Repubblica di Venezia impose agli ebrei che vivevano nella città di stabilirsi nel Ghetto. Il Ghetto di Venezia venne ampliato negli anni successivi per accogliere un numero sempre crescente di abitanti, il quartiere era aperto durante il giorno mentre veniva chiuso dal tramonto all’alba. Il Ghetto svolse la sua funzione fino al 1797, anno della caduta della Serenissima Repubblica di Venezia. L’esempio del Ghetto di Venezia venne ripreso anche da altre città, italiane ed europee. Fino al periodo Medievale non esistevano restrizioni per la popolazione ebraica che risiedeva normalmente nell Giudecca, quartieri dove gli ebrei vivevano e svolgevano le proprie attività, non per imposizione del governo, ma per una sorta di tutela della propria identità culturale e religiosa. Solo in seguito all’emanazione delle leggi raziali gli ebrei furono confinati forzatamente nei ghetti. Nel 1555 Papa Paolo IV emanò la bolla Cum nimis absurdum, con la quale imponeva forti restrizioni alla popolazione di religione ebraica e chiedeva agli stati confinanti di istituire dei ghetti, tra la fine del XVI e l’inizio del XVIII gran parte delle città in cui vivevano ebrei, istituirono un ghetto, lo stesso accadde anche a Pitigliano, dove fu il Conte Niccolò IV Orsini a creare il quartiere ebraico.

Gli ebrei non potevano acquistare terreni che non fossero all’interno del ghetto, e molto spesso gli era negata anche questa possibilità, erano costretti a vivere esclusivamente al suo interno e molto spesso, con l’aumentare della popolazione, si creavano quartieri estremamente popolati ed affollati. Durante le ore notturne i ghetti venivano chiusi ed a nessuno era consentito entrare o uscire, per poi essere nuovamente aperti all’alba.